"Tu e noi": la vita è un dialogo appassionato tra Lui e noi

Non c'è nulla di più grande per noi
del suo rivolgersi a noi,
del suo offrirsi a noi,
del suo invitarci a stare con Lui.

E Lui ci chiede di elevare a Lui
la voce del nostro cuore
e di radunarci attorno a Lui e in Lui.

GLI APPELLI DI GESU' ALLE GRANDI MISTICHE
a riguardo dell'Eucarestia

 

Gesù stesso, a fianco e conferma del Magistero della sua Chiesa, è intervenuto per richiamare i cristiani alla sua presenza decisiva nell'Eucarestia. Lo ha fatto apparendo ad alcune persone da Lui scelte per questa missione verso tutto il suo popolo.
Il contenuto dei suoi interventi è chiarissimo, costante e insistente: l'Eucarestia, essendo la presenza della sua stessa Persona, deve essere il centro e il cuore della vita della Chiesa, delle parrocchie, delle comunità, dei cristiani.

Santa Margherita Maria Alacoque (1647-1690)

Santa Veronica Giuliani (1660-1627)

Suor Josefa Menendez (1890-1923)

Santa Faustina Kowalska (1905-1938)

Beata Alexandrina Maria Da Costa – Da Balasar (1904-1955)

Beata Madre Speranza (1893-1983)

S. Margherita Maria Alacoque (1647-1690)

«Ti sbagli se pensi di riuscirmi gradita con delle azioni e mortificazioni scelte dalla tua volontà e volte a piegare piuttosto che a dipendere da quella delle superiore. Sappi che respingo tutto ciò come frutto corrotto della propria volontà, che mi fa orrore in un'anima religiosa. Preferirei che essa usufruisse, per obbedienza, di tutte le possibili comodità, piuttosto che sottoporsi a vita austera e a digiuni ispirati dal proprio volere». Per questo quando mi capita di fare delle penitenze e mortificazioni di mia libera scelta e senza il permesso suo o della mia superiora, non mi concede nemmeno di offrirgliele; al contrario mi corregge e mi impone una penitenza […]. (Alac. AB 124s)
Una volta, mentre ero davanti al Santo Sacramento con un pò più di tempo a disposizione, (che, di solito, i compiti affidatimi non me ne lasciavano molto) mi trovai tutta investita della sua divina presenza e con tanta forza da farmi dimenticare me stessa e il luogo in cui mi trovavo. Mi abbandonai al suo divino Spirito e, affidando il mio cuore alla potenza del suo amore, mi fece riposare a lungo sul suo divin petto e mi scoprì le meraviglie del suo Amore e i segreti inesplicabili del suo Sacro Cuore, che mi aveva tenuti nascosti fino a quel momento, nel quale me lo aprì per la prima volta. E lo fece in modo così reale e sensibile da non permettermi ombra di dubbio, dati gli effetti che questa grazia ha prodotto in me, anche se temo sempre di illudermi in tutto ciò che mi riguarda. Ed ecco come, mi sembra, siano andate le cose. Mi disse: «Il mio divin Cuore è tanto appassionato d'amore per gli uomini e per te in particolare, che, non potendo più contenere in se stesso le fiamme del suo ardente Amore, sente il bisogno di diffonderle per mezzo tuo e di manifestarsi agli uomini per arricchirli dei preziosi tesori che ti scoprirò e che contengono le grazie santificanti e in ordine alla salvezza, necessarie per ritrarli dal precipizio della perdizione. Per portare a compimento questo mio grande disegno ho scelto te, abisso d'indegnità e di ignoranza, affinché appaia chiaro che tutto si compie per mezzo mio». (Alac. AB pp. 127s)
[…] mentre era esposto il Santo Sacramento, sentendomi tutta assorta nell'intimo del mio essere per un raccoglimento straordinario di tutti i miei sensi e di tutte le mie facoltà, Gesù Cristo, il mio dolce Maestro, si presentò a me tutto splendente di gloria con le sue cinque piaghe sfolgoranti come cinque soli. Da ogni parte di quella sacra Umanità si sprigionavano fiamme, ma soprattutto dal suo adorabile petto, che somigliava a una fornace ardente. Dopo averlo scoperto, mi mostrò il suo amante e amabilissimo Cuore, sorgente viva di quelle fiamme. Fu allora che mi svelò le meraviglie inesplicabili del suo puro Amore e fino a quale eccesso questo lo avesse spinto ad amare gli uomini, dai quali poi non riceveva in cambio che ingratitudini e indifferenza. «Questo, mi disse, mi fa soffrire più di tutto ciò che ho patito nella mia Passione, mentre se, in cambio, mi rendessero almeno un pò di amore, stimerei poco ciò che ho fatto per loro e vorrei, se fosse possibile, fare ancora di più. Invece non ho dagli uomini che freddezze e ripulse alle infinite premure che mi prendo per far loro del bene. Ma almeno tu dammi la gioia di compensare, per quanto ti è possibile, la loro ingratitudine». Confessando io la mia incapacità, mi rispose: «Tieni, eccoti con che supplire alla tua pochezza». E in quel mentre il divin Cuore si aprì e ne uscì una fiamma così ardente, che temetti di esserne consumata, perché ne fui tutta penetrata, e non potendo più sostenerla, gli chiesi di aver compassione della mia debolezza. Ed Egli: «Sarò Io la tua forza, non temere; ma presta sempre attenzione alla mia voce e a ciò che ti chiedo, per portare a termine i miei disegni. Prima di tutto mi riceverai nella Comunione tutte le volte che l'obbedienza te lo permetterà, anche se te ne verranno mortificazioni e umiliazioni, che tu accetterai come pegno del mio Amore. Inoltre ti comunicherai il primo venerdì di ogni mese e infine, tutte le notti che vanno dal giovedì al venerdì, ti farò partecipe di quella mortale tristezza che ho provato nell'orto degli ulivi. Sarà un'amarezza che ti porterà, senza che tu possa comprenderlo, a una specie di agonia più dura della stessa morte. Per tenermi compagnia in quell'umile preghiera che allora, in mezzo alle mie angosce, presentai al Padre, ti alzerai fra le undici e mezzanotte per prostrarti con la faccia a terra, insieme a me, per un'ora. E questo sia per placare la divina collera, col chiedere misericordia per i peccatori, sia per addolcire in qualche modo l'amarezza che provai per l'abbandono dei miei Apostoli, che mi obbligò a rimproverarli di non essere stati capaci di vegliare un'ora assieme a me. Ascoltami bene, figlia mia, non credere tanto facilmente e non fidarti di qualsiasi spirito, perché Satana smania d'ingannarti. Per questo non devi far niente senza l'approvazione di coloro che ti guidano; perché, quando sei autorizzata dall'obbedienza, il demonio non ti può nuocere, non avendo nessun potere su quelli che obbediscono». (Alac. AB pp.130-132)
Una volta mentre ero davanti al SS.mo Sacramento, […] mi rivolse queste parole: «Tu non puoi mostrarmi amore più grande che facendo ciò che tante volte ti ho domandato». Allora scoprendo il suo divin Cuore mi disse: «Ecco quel Cuore che tanto ha amato gli uomini e che nulla ha risparmiato fino ad esaurirsi e a consumarsi per testimoniare loro il suo Amore. In segno di riconoscenza, però, non ricevo dalla maggior parte di essi che ingratitudine per le loro tante irriverenze, i loro sacrilegi e per le freddezze e i disprezzi che essi mi usano in questo Sacramento d'Amore. Ma ciò che più mi amareggia è che ci siano anche dei cuori a me consacrati che mi trattano così. Per questo ti chiedo che il primo venerdì dopo l'ottava del Corpus Domini, sia dedicato a una festa particolare per onorare il mio Cuore, ricevendo in quel giorno la santa comunione e facendo un'ammenda d'onore per riparare tutti gli oltraggi ricevuti durante il periodo in cui è stato esposto sugli altari. Io ti prometto che il mio Cuore si dilaterà per effondere con abbondanza le ricchezze del suo divino Amore su coloro che gli renderanno questo onore e procureranno che gli sia reso da altri». (Alac. AB 174-175)
[…] mi apparve di nuovo, subito dopo la santa comunione, nell'aspetto di un "Ecce homo" carico della Croce, ricoperto di piaghe e lividi, con il sangue che gli colava da tutte le parti; mi disse con voce triste: "Non c'è dunque nessuno che abbia pietà di Me e che voglia partecipare al mio dolore, nel pietoso stato in cui, specie in questi giorni, mi riducono i peccatori?". Mi offrii a Lui buttandomi ai suoi piedi con pianti e singhiozzi. Mi caricai sulle spalle la pesante Croce irta di chiodi e, sentendomi schiacciata dal peso cominciai a comprendere meglio la gravità e la malizia del peccato […]. (Alac. Ab 192s)

Santa Veronica Giuliani (1660-1727)

Vidi una chiara luce e sentivo una voce che mi diceva:  Tu sei la mia sposa. A queste parole, capii che era Gesù, mio sposo, nascosto in quella gran luce. Con grande contentezza, risposi: Mio dilettissimo Sposo, che cosa vuoi? Io sono tutta tua. Dicendo così, sentii queste parole: Il mio diletto è per me ed io per Lui. Mi venne uno di quei rapimenti, nei quali Dio si fa vedere tutto fiamme di quell’amore divino. (D I, 444: Veron. TSD)

Sposa mia, fra il patire troverai me, fra le croci cercherai me, fra gli abbandoni troverai me; perché io starò sempre con te, nell’intimo del cuore abito sempre: sto attendendo cosa il tuo cuore fa, cosa pensa, cosa opera. Se trovo fedeltà pongo il mio trono nel tuo cuore. E tu che vuoi fare? Mi vuoi, sì o no? E mi diceva di nuovo: Mi vuoi sì, o no? (D V, 236) (Veron. TSD 4)

Il Signore mi fece capire che, se io lo voglio amare e servire, il vero amore consiste in un abbandono totale in Dio solo e che non faccia più resistenza a quanto Lui vuole. (D II, 90) (Veron. TSD 8)

O Dio! Si andrebbe per tutto il mondo, chiamando gente e cercando anime, perché tutti e tutte amassero il Sommo Bene, e perché tutti godessero e partecipassero di questo Dio, Trino ed Uno, tutto amore, infinito, immenso, incomprensibile, nascosto a tutti e che nessuno ama come si deve. Un poco di amore, quanto gran bene va scoprendo alle anime! Questo Bene Infinito che è Dio sta per noi ed è in noi; ma noi viviamo ciechi. Apriamo un poco gli occhi, diamo un’occhiata a Dio e poi vedremo chi Egli è. Fa impazzire. Io lo sento, lo provo ma non ho modo di dichiararmi, per manifestare le sue opere. Se fa tanto con me che sono così ingrata, che farà con le anime sue care, con le anime pure che piacciono tanto agli occhi suoi? O Dio! mi perdo in Te, e nel volere parlare di Te. Fai impazzire. (D III, 924) (Veron. TSD 150)

Dico fra me stessa: Peccatori, animatevi, ricorrete a Dio, fate penitenza dei vostri peccati, non dubitate, Dio è tutto pietà, io ne ho fatto l’esperienza per me stessa, che sono la più ingrata creatura che si trovi sopra la terra, eppure Dio benefica copiosamente quest’anima... Non posso dire altro: Dio è pazzo, fa pazzie d’amore; resto anch’io impazzita, attonita per tanto bene. (D V, 133) (Veron. TSD 27)

Venite tutte, o creature insensate, venite, amate il Sommo Bene: venite, peccatori, convertitevi a Dio. Lui è somma carità, è infinita la sua misericordia: smettete di offenderlo, tornate a Dio. Esso è tutto amore; vi darà lo stesso suo amore, affinché l’amiate. Vedete! Come fa con me, farà anche con voi; venite tutti. (D IV, 375) (Veron. TSD 28)

Sapete cosa vuole darci? Io ve l’avviso: vuole dare a noi tutto se stesso. Per noi è venuto, con noi vuole stare e restare sino alla fine del mondo (cf. Mt 28,20). Sapete che stravaganza d’amore ha trovato? É impazzito per noi e noi dobbiamo impazzire per lui; siccome ha trovato il modo per restare con noi, che è il divinissimo Sacramento, così troviamo anche noi un modo di non allontanarci mai da lui. (D VI, 69) (Veron. TSD 140)

Questa gioia è il Divinissimo Sacramento, in esso si scorge, come in un trono, Dio Trino ed Uno: il Padre con la sua onnipotenza, il Figlio con la sua sapienza, lo Spirito Santo con il suo amore. Ogni volta che noi ci comunichiamo, l’anima nostra ed il nostro cuore divengono tempio della SS.ma Trinità; e, venendo Iddio in noi, viene tutto il Paradiso. Io vedevo in questa gioia come sta Dio racchiuso nell’Ostia Sacrosanta, e questa fu, per me, una grazia superiore a tutte le grazie che ho avuto nel tempo della mia vita. (D III, 928) (Veron. TSD 142)

Io non capivo e non potevo comprendere come potevate fare voialtri sacerdoti a tenere quel Dio fra le vostre mani e non impazzire d’amore. (D, I 84) (Veron. TSD 136)

A Santa Faustina Kowalska (1905-1938)

Figlia Mia, Mi dicono che hai tanta semplicità; perché allora non Mi parli di tutto quello che ti riguarda, anche dei più piccoli particolari? ParlaMi di tutto. Sappi che con ciò Mi procuri tanta gioia». Risposi: «Ma, Signore, Tu sai tutto». E Gesù mi rispose: «Sì, Io so, però Tu non giustificarti col fatto che lo so; ma con la semplicità di un bimbo parlaMi di tutto, perché ho l'orecchio ed il cuore rivolti verso di te ed ho piacere che tu Mi parli!». (921)

Quanto mi addolora che le anime si uniscano così poco a Me nella santa Comunione! Attendo le anime ed esse sono indifferenti per Me. Le amo con tanta tenerezza e sincerità ed esse non si fidano di Me. Voglio colmarle di grazie, ma esse non vogliono riceverle. Trattano con Me come con una cosa inerte eppure ho un cuore pieno d'amore e di Misericordia. (1447)

Desidero unirMi con le anime umane; la Mia delizia è unirMi con le anime. Sappi, figlia Mia, che quando nella santa Comunione vengo in un cuore umano, ho le mani piene di grazie di ogni genere e desidero donarle all'anima, ma le anime non Mi prestano nemmeno attenzione, Mi lasciano solo e si occupano d'altro. Oh, quanto è triste per Me che le anime non conoscano l'Amore! Si comportano con Me come con qualche cosa inerte. (1385)

«Figlia Mia, immaginati di essere la regina di tutta la terra e di avere la possibilità di disporre di tutto come ti pare, di avere ogni possibilità di fare del bene come ti piace ed ecco che bussa alla tua porta un bambino molto piccolo, tutto tremante, con le lacrime agli occhi, ma con tanta fiducia nella tua bontà e ti chiede un pezzo di pane per non morire di fame. Come ti comporteresti con questo bambino? Rispondi a Me, figlia Mia». E dissi: «Gesù, gli darei tutto quello che chiede, ma anche mille volte di più!». Ed il Signore mi disse: «Così Io Mi comporto nei confronti della Tua anima. (229)

La tua miseria non è un ostacolo per la Mia Misericordia. Figlia Mia, scrivi che quanto più grande è la miseria, tanto maggiore è il diritto che ha alla Mia Misericordia, ed esorta tutte le anime alla fiducia nell'insondabile abisso della Mia Misericordia, poiché desidero salvarle tutte. La sorgente della Mia Misericordia venne spalancata dalla lancia sulla croce per tutte le anime; non ho escluso nessuno. (1182)

Nessuna anima abbia paura di accostarsi a Me, anche se i suoi peccati fossero come lo scarlatto. La Mia Misericordia è talmente grande che nessuna mente, né umana né angelica, riuscirà a sviscerarla pur impegnandovisi per tutta l'eternità. Tutto quello che esiste, è uscito dalle viscere della Mia Misericordia. Ogni anima nei Miei confronti rifletterà per tutta l'eternità sul Mio amore e sulla Mia Misericordia. La festa della Misericordia è uscita dalle Mie viscere; desidero che venga celebrata solennemente la prima domenica dopo Pasqua. L'umanità non troverà pace finché non si rivolgerà alla sorgente della Mia Misericordia. (699)

Oh, se i peccatori conoscessero la Mia Misericordia, non ne perirebbe un così gran numero! Dì alle anime peccatrici che non abbiano paura di avvicinarsi a Me; parla loro della Mia grande Misericordia. La perdita di ogni anima M'immerge in una tristezza mortale. Mi consoli sempre, quando preghi per i peccatori. La preghiera che Mi è più gradita è la preghiera per la conversione dei peccatori. Sappi, figlia Mia, che questa preghiera viene sempre esaudita. (1396-97)

Sappi, figlia Mia, che Mi è gradito l'ardore del tuo cuore, e come tu desideri ardentemente unirti a Me nella santa Comunione, così anch'io desidero donarMi tutto a te. (826)

Sappi, figlia Mia, che fra Me e te c'è un abisso incolmabile, che separa il Creatore dalla creatura, ma questo abisso viene livellato dalla Mia Misericordia. T'innalzo fino a Me, non perché abbia bisogno di te, ma unicamente per la Mia Misericordia ti dono la grazia di unione. Dì alle anime che non pongano ostacoli nel proprio cuore alla Mia Misericordia, la quale ha un grande desiderio di operare in esse. La Mia Misericordia agisce in tutti i cuori che le aprono la porta; sia il peccatore che il giusto hanno bisogno della Mia Misericordia.

Le grazie della Mia Misericordia si attingono con un solo recipiente e questo è la fiducia. Più un'anima ha fiducia, più ottiene. Sono di grande conforto per Me le anime che hanno una fiducia illimitata, e su tali anime riverso tutti i tesori delle Mie grazie. Sono contento quando chiedono molto, poiché è Mio desiderio dare molto anzi moltissimo. Mi rattrista invece se le anime chiedono poco, comprimendo i desideri dei loro cuori».  (1576)

Il Mio Cuore è stracolmo di tanta Misericordia per le anime e soprattutto per i poveri peccatori. Oh! se riuscissero a capire che Io sono per loro il migliore dei Padri; che per loro è scaturito dal Mio Cuore Sangue ed Acqua, come da una sorgente strapiena di Misericordia; che per loro dimoro nel tabernacolo e come Re di Misericordia desidero colmare le anime di grazie, ma non vogliono accettarle. Vieni almeno tu il più spesso possibile a prendere le grazie che essi non vogliono accettare e con ciò consolerai il Mio Cuore. Oh! quanto è grande l'indifferenza delle anime per tanta bontà, per tante prove d'amore! Il Mio Cuore è ripagato solo con ingratitudine e trascuratezza da parte delle anime che vivono nel mondo. Hanno tempo per ogni cosa; per venire da Me a prendere le grazie non hanno tempo. E perciò Mi rivolgo a voi, a voi, anime elette! Anche voi non comprendete l'amore del Mio Cuore? E anche qui è rimasto deluso il Mio Cuore. Non trovo il completo abbandono al Mio amore. Tante riserve! Tanta diffidenza! Tanta cautela! Per tua consolazione ti dirò che ci sono anime che vivono nel mondo, che Mi amano sinceramente; dimoro nei loro cuori con delizia. Ma non sono molte. Anche nei conventi ci sono tali anime che riempiono di gioia il Mio Cuore; in esse sono impressi i Miei lineamenti e per questo il Padre Celeste guarda a loro con un compiacimento particolare. Esse saranno la meraviglia degli angeli e degli uomini. Il loro numero è molto piccolo. Esse costituiscono una difesa di fronte alla giustizia del Padre Celeste ed impetrano la Misericordia per il mondo. L'amore di queste anime ed il loro sacrificio mantengono l'esistenza del mondo. Quello che ferisce più dolorosamente il Mio Cuore è l'infedeltà di un anima che Io ho scelto in modo particolare. Quelle infedeltà sono come lame taglienti che trafiggono il Mio Cuore. (367)

DIALOGO FRA DIO MISERICORDIOSO E L’ANIMA PECCATRICE
- Gesù: “Anima peccatrice, non aver paura del tuo Salvatore. Io per primo Mi avvicino a te, poiché so che tu da sola non sei capace di innalzarti fino a Me. Non fuggire, figliola, dal Padre tuo. Cerca di parlare a tu per tu col tuo Dio misericordioso, che desidera dirti parole di perdono e colmarti delle Sue grazie. Oh, quanto Mi è cara la tua anima! Ti tengo scritta sulle Mie mani. Sei rimasta incisa nella ferita profonda del Mio Cuore”.
- L'anima: “Signore, sento la Tua voce che m'invita ad abbandonare la cattiva strada, ma non ho né la forza né il coraggio”.
- Gesù: «Sono Io la tua forza. Io ti darò la forza per la lotta».
- L'anima: “Signore, conosco la Tua santità, ed ho paura di Te”.
- Gesù: «Perché hai paura, figlia Mia, del Dio della Misericordia? La Mia Santità non M'impedisce di essere misericordioso con te. Guarda, o anima, che per te ho istituito un trono di Misericordia sulla terra, e questo trono è il tabernacolo e da questo trono di Misericordia desidero scendere nel tuo cuore. Guarda, non Mi sono circondato né da un seguito né da guardie, puoi venire da Me in ogni momento, in ogni ora del giorno voglio parlare con te e desidero elargirti le Mie grazie».
- L'anima: “Signore, ho paura che non mi possa perdonare un così gran numero di peccati, la mia miseria mi riempie di terrore”.
- Gesù: «La Mia Misericordia è più grande delle tue miserie e di quelle del mondo intero. Chi ha misurato la Mia bontà? Per te sono disceso dal cielo in terra, per te Mi sono lasciato mettere in croce, per te ho permesso che venisse aperto con la lancia il Mio Sacratissimo Cuore ed ho aperto per te una sorgente di Misericordia. Vieni ed attingi le grazie da questa sorgente con il recipiente della fiducia. Non respingerò mai un cuore che si umilia; la tua miseria verrà sprofondata nell'abisso della Mia Misericordia. Perché mai dovresti litigare con Me sulla tua miseria? Fammi il piacere, dammi tutte le tue pene e tutta la tua miseria ed io ti colmerò con i tesori delle mie grazie».
- L'anima: «Hai vinto, Signore, con la Tua bontà il mio cuore di pietra. Ecco che m'avvicino con fiducia ed umiltà al tribunale della Tua Misericordia, assolvimi Tu stesso per mano del Tuo rappresentante. O Signore, sento che è discesa la grazia e la pace nella mia povera anima. Sento che la Tua Misericordia, Signore, è penetrata in me da parte a parte. Mi hai perdonato più di quanto io osassi sperare, più di quanto fossi in grado di immaginare. La tua bontà ha superato ogni mio desiderio. Ed ora T'invito nel mio cuore presa da gratitudine per tante grazie. Ho sbagliato come il figliol prodigo andando fuori strada, ma Tu non hai cessato di essermi Padre. Moltiplica con me la Tua Misericordia, poiché vedi quanto sono debole».
 - Gesù: «Figlia, non parlare più della tua miseria, perché io non la ricordo più. Ascolta, figlia Mia, quello che desidero dirti: stringiti alle Mie ferite ed attingi dalla Sorgente della Vita tutto ciò che il tuo cuore può desiderare. Bevi a piene labbra alla Sorgente della Vita e non verrai meno durante il viaggio. Fissa lo sguardo allo splendore della Mia Misericordia e non temere i nemici della tua salvezza. Glorifica la Mia Misericordia».

A suor Josefa Menendez (1890-1923)

Sull'Eucarestia
Voglio palesare alle mie anime la tristezza che inondò il mio Cuore durante la Cena; poiché se fu grande la mia gioia nel farmi compagno degli uomini fino alla fine dei secoli e divino alimento delle anime loro. e se vedevo il gran numero di essi che mi avrebbe reso omaggio d'adorazione, di riparazione e d'amore... non fu però minore la tristezza causatami dalla vista di quanti m'avrebbero lasciato nella solitudine del Tabernacolo, e di quelli che non avrebbero creduto alla presenza reale...
Ah, come vidi in quel momento tutti gli oltraggi, i sacrilegi e le abbominazioni orribili che si sarebbero commesse contro di Me! Quante ore avrei dovuto passare nella solitudine del Tabernacolo! Quante notti! E quante anime avrebbero rifiutato gli amorosi inviti che dal Tabernacolo avrei fatto loro udire!
Per amore delle anime, rimango prigioniero nell'Eucaristia, affinché in tutte le loro pene e nei loro dolori possano venire a consolarsi col più tenero dei Cuori, col migliore dei Padri, col più fedele degli amici. Ma quest'amore che si consuma per il bene delle anime non è corrisposto!... Abito fra i peccatori per diventare la loro salvezza e la loro vita, medico e medicina di tutte le malattie causate dalla natura corrotta... e in cambio essi si allontanano da Me, mi oltraggiano, mi disprezzano!...
Poveri peccatori! Non allontanatevi! Vi aspetto nel Tabernacolo!... Non vi rimprovererò i vostri delitti... non vi rinfaccerò il vostro passato... ma lo laverò nel Sangue delle mie Piaghe... Non temete dunque... Venite a Me... Non sapete quanto vi amo?.
So che siete piene di miserie, ma per questo non ritrarrò da voi il mio più tenero sguardo; ansiosamente vi aspetto, non solo per alleviare le vostre pene, ma per ricolmarvi di nuovi benefici.
Se vi chiedo amore, non me lo negate; è molto facile amare Colui che è lo stesso Amore.
non potendo contenere il fuoco d'amore che mi consumava, inventai la meraviglia dell'Amore nell'Eucaristia.
Io sto nel Tabernacolo, e aspetto... Desidero che quell'anima venga a ricevermi, che mi parli con la confidenza di una sposa, che mi chieda consiglio, e solleciti le mie grazie...
Vieni, le dico, dimmi tutto; dimmi tutto con intera confidenza... chiedi dei peccatori... offriti per riparare... promettimi che oggi non mi lascerai solo... guarda se il mio Cuore desidera da te qualche cosa che mi possa dar conforto.
Questo m'aspettavo da quell'anima, e da tante altre... Ma quando si avvicinano e mi ricevono sotto le Specie Eucaristiche, appena appena mi dicono una parola... Hanno sempre fretta: sono preoccupate, stanche, contrariate.
Ahimé, così mi consoli, anima da me eletta, e che tutta la notte ho atteso con tanta impazienza? Celebrando il Santo Sacrificio, ricevendomi ogni mattina nel suo cuore, il Sacerdote mi parla forse delle anime di cui è responsabile? Ripara le offese che ricevo da quel peccatore? Mi chiede la forza per disimpegnare bene il suo ministero, lo zelo per lavorare per la salvezza del suo gregge? Mi darà egli tutto il suo amore? Potrò riposarmi in lui come nel mio discepolo tanto amato?.
L'Eucaristia è invenzione d'amore, è vita e forza delle anime, è rimedio a tutte le malattie dello spirito, è viatico per chi passa dal tempo all'eternità.
I peccatori ritrovano in essa la vita dell'anima; le anime tiepide, il calore che le rinforza; le anime pure, soave, dolcissimo alimento; le fervorose, riposo e soddisfazione a tutti i loro ardenti desideri; le perfette, ali per librarsi e tendere a maggiore perfezione.
Infine le anime religiose trovano nell'Eucaristia il loro nido, il loro amore, ed inoltre il simbolo dei benedetti e sacri vincoli, che le uniscono intimamente e inseparabilmente allo Sposo Divino.
Tornando quindi alla preghiera, mi prostrai nuovamente, adorando il Padre, e gli chiesi aiuto: «Padre mio!». Non dissi: «Dio mio». Quando soffrite maggiormente, voi pure dovete chiamare Iddio, col dolce nome di «Padre», invocarlo, domandargli conforto, esponendogli le vostre pene, i vostri timori, e ricordargli, gemendo, che siete suoi figli. Ditegli che l'anima vostra non ne può più... che suda sangue.. che il vostro cuore è tanto oppresso da sembrare che gli venga meno la vita... che il vostro corpo soffre e più non resiste.
Chiedete con confidenza di figli e siate certi che il Padre vostro vi consolerà, e darà la forza necessaria per superare la tribolazione vostra o delle anime a voi affidate.
Quanti giorni aspetto nel Tabernacolo che un'anima venga a visitarmi... a ricevermi nel suo cuore! Quante volte ho fame delle mie anime... della loro fedeltà, della loro generosità!...
Messaggio al mondo -

Io sono l'Amore! Il mio Cuore non può contenere la fiamma che lo divora! Amo tanto le anime da dare per esse la vita! Per amor loro ho voluto rimanere prigioniero nel tabernacolo.
Da venti secoli dimoro là, notte e giorno, velato sotto le apparenze del pane e nascosto nell'Ostia, sopportando per amore l'oblio, la solitudine, i disprezzi, le bestemmie, gli oltraggi, i sacrilegi!
Per amore delle anime ho voluto lasciare loro il Sacramento di Penitenza, per dar loro il perdono, non una volta o due, ma ogni volta che avranno bisogno di ricuperare la grazia. Là le attendo, là desidero che vengano a lavarsi delle loro colpe, non con l'acqua, ma col mio proprio sangue. …
Non Mi stanco mai delle anime e il mio Cuore aspetta continuamente ch'esse vengano a rifugiarsi in lui, e ciò tanto più quanto più sono miserabili! Un padre non si prende forse più cura del figlio malato che di quelli sani? Le sue premure e le sue delicatezze non sono forse più grandi per lui? Così il mio Cuore effonde sui peccatori, con più larghezza ancora che sui giusti, la sua compassione e la sua tenerezza.
Ecco ciò che desidero far sapere alle anime: insegnerò ai peccatori che la misericordia del mio Cuore è inesauribile; alle anime fredde e indifferenti che il mio Cuore è un fuoco che vuole infiammarle, perché le ama; alle anime pie e buone che il mio Cuore è la via per progredire verso la perfezione e giungere con sicurezza al termine beato.
Infine, alle anime a Me consacrate, ai Sacerdoti, ai Religiosi, alle anime elette e predilette, Io chiedo una volta di più che Mi diano la loro fiducia e non dubitino della mia misericordia! E’ tanto facile attendere tutto dal mio Cuore! …

«Voglio perdonare! Voglio regnare! Voglio perdonare alle anime e alle nazioni! Voglio regnare sulle anime, sulle nazioni, sul mondo intero! Voglio diffondere la mia pace fino alle estremità della terra, ma soprattutto su questo suolo benedetto, culla della devozione al mio Cuore.
Sì, voglio essere la sua pace, la sua vita, il suo re. Io sono la sapienza e la felicità. Sono l'amore e la misericordia. Sono la pace e regnerò!
Per cancellare la sua ingratitudine effonderò un torrente di misericordia. Per riparare le sue offese sceglierò delle vittime che otterranno perdono...
Sì, ci sono nel mondo molte anime generose che Mi daranno tutto quello che posseggono perché Io mi possa servire di loro secondo i miei desideri e la mia volontà.
Per regnare, comincerò col fare misericordia, poiché il mio regno è di pace e di amore: ecco lo scopo che voglio raggiungere, ecco la mia Opera d'Amore!» …

Il mio invito lo rivolgo a tutti: alle anime consacrate e a quelle del mondo, ai giusti e ai peccatori, ai dotti e agli ignoranti, a chi comanda e a chi obbedisce.
A tutti Io dico: Se volete la felicità, Io lo sono.
Se cercate la ricchezza, Io sono la ricchezza senza fine.
Se bramate la pace, Io sono la pace...
Io sono la misericordia e l'amore! Voglio essere il vostro re» …

Vengo a consumarti e ad infiammarti! Ecco tutto il mio desiderio... Infiammare le anime... incendiare il mondo.
Purtroppo, le anime respingono la fiamma! Ma io trionferò: esse saranno mie e Io il loro Re! Soffri con Me affinché il mondo Mi conosca e le anime vengano a Me! La sofferenza farà trionfare l'amore» …
Aiutami, Josefa, aiutaMi a manifestare il mio Cuore agli uomini! Ecco che sto per dir loro che invano cercano la felicità fuori di Me: non la troveranno!... Tu, soffri e ama, poiché dobbiamo conquistare le anime!
«Voglio che il mondo lo conosca. Voglio che si sappia il mio amore! Lo sanno, gli uomini, ciò che ho fatto per loro?» …

 

Alla Beata Alexandrina Maria Da Costa (1904-1955)

Venite a Me tutti, voi tutti che soffrite;
entrate nel mio divin Cuore.
Venite a Me tutti voi che bramate amarmi
e bevete a questa fonte che non si esaurisce.
Io sono amore, amore infinito, amore eterno.
Venite a Me tutti! Consolate anche il mio divin Cuore!
Ditemi costantemente che Mi amate
e chiedetemi costantemente amore.
II mio divin Cuore vuole darsi,
vuole entrare in tutti i cuori.
Figlia mia, figlia amata, fa' che io sia amato.
Soffro tanto, ricevo incessantemente offese.
Sono crudelmente maltrattato, sacrilegamente offeso.
Dammi la riparazione che ti ho chiesta.
Fa', con le tue sofferenze,
che il mondo sia a Me conquistato.
Io voglio anime, tutte le anime.
Voglio i cuori fuggitivi,
voglio le anime che si allontanarono da Me. - ...
(diario, 14-3-1952).

Il mio divin Cuore è amore, amore,
solo amore per gli uomini.
Ed essi mi ricambiano con ingratitudine, malvagità e crimini.
Io sono amore e vengo a chiedere amore...
Come la farfalla impazzita gira attorno alla fiamma,
così il mio Cuore va attorno ai cuori e batte alla loro porta...
Alcuni mi rigettano perché pervertiti:
le loro coscienze incallite Mi rifiutano completamente.
Altri non Mi ascoltano ancora
perché vogliono continuare nelle loro passioni disordinate.
Altri Mi rifiutano perché non Mi conoscono.
Altri ancora non Mi ricevono perché non vogliono soffrire:
vogliono fiori senza spine, vogliono gioie senza tristezze.
Io sono Gesù e vengo a chiedere, a mendicare.
Ascoltate, accogliete questo Mendicante divino!
Vengo a riscaldarmi ai vostri cuori.
Datemi amore, fate che lo sia amato.

Riparate questo Cuore divino...
La guerra delle passioni si è scatenata:
il mondo crudele non cessa di offendermi …
Non dico altro, figlia mia,
non voglio rattristare il tuo cuore già tanto sofferente...

Coraggio, figlia mia,
rimani immersa in questo abisso di dolore infinito,
di notte tenebrosa, di amarezza senza fine.
È la sofferenza del tuo Gesù;
è lo stato in cui Lo riducono gli uomini;
è la ricompensa a tanto amore... –
(estasi, 9-5-1952).

... venga ben predicata e ben propagata
la devozione ai Tabernacoli,
perchè per giorni e giorni le anime non Mi visitano,
non Mi amano, non riparano...
Non credono che Io abito là.
Voglio che si accenda nelle anime la devozione
verso queste prigioni d'Amore...
Sono tanti coloro che, pur entrando nelle Chiese,
neppure Mi salutano
e non si soffermano un momento ad adorarMi.
Io vorrei molte guardie fedeli,
prostrate davanti ai Tabernacoli,
per non lasciarvi accadere tanti e tanti crimini"
(1934)

Mia figlia, gioiello eucaristico, lo sono lì nel tabernacolo, in quell'Ostia pura, in Corpo, Anima e Divinità, come sono qui. Parla al mondo di questo amore. Di' agli uomini che si avvicinino a Me. Voglio darmi a loro. Molte volte, tutti i giorni se è possibile. Vengano con cuore puro, molto puro e assetato. Se verranno al tabernacolo con le dovute disposizioni e reciteranno il Rosario, o la sua terza parte, tutti i giorni, non occorrerà altro per allontanare la giustizia di Dio. Il Rosario, il tabernacolo e le mie vittime, la vittima di questo calvario, sono sufficienti perché al mondo sia dato il perdono e la pace. Chi viene al tabernacolo vive puro; chi vive all'ombra della Mia Madre benedetta, vive della Sua purezza. E così l'umanità vive la vita nuova, pura e santa da Me raccomandata tante volte da questa cameretta. –
« ... Gesù mi invitò ai tabernacoli abbandonati perché condividessi la sua tristezza e riparassi a tanto abbandono. Mi disse che Lo lasciano solo e che vivono come se Lui non fosse presente. Perfino i sacerdoti cui ha dato il potere di trasformare il pane nel suo Corpo divino - perfino loro - Lo dimenticano e Lo offendono... » (lettera a p. Pinho, 14-9-1934).

Avvisa il tuo direttore che esigo si predichi e propaghi la devozione ai tabernacoli, ed ancor più: che si accenda nelle anime. Non sono rimasto sugli altari per amore soltanto di quelli che mi amano, ma per tutti; anche lavorando mi possono consolare. Non negarmi sofferenze e sacrifici per i peccatori. La giustizia di Dio pesa su di loro. Tu puoi soccorrerli. Prega per i sacerdoti: sono operai della mia vigna; la messe dipende da loro... Io scelgo i deboli per renderli forti. Sotto le loro debolezze lo nascondo il mio potere, il mio amore e la mia gloria. Dimentica il mondo e dónati a Me. Abbandónati sulle mie braccia: Io sceglierò i tuoi sentieri. (lettera a p. Pinho, 27-9-1934).

Ti ho scelta per Me. Corrispondi al mio amore. Voglio essere il tuo Sposo, il tuo Amato, il tuo tutto. Ti ho scelta pure per la felicità di molte anime. Sei il mio tempio, tempio della Santissima Trinità …

[…] vi è tanta malizia; sta scomparendo dal mondo la castità. Ripara, figlia mia...; soffri contenta, soffri con Me.... Di' a tutto il mondo che ascolti la voce del suo pastore [il Papa], che è la voce di Gesù: chiedo amore, purezza, cambiamento di vita. La voce del Santo Padre sia per il mondo un forte richiamo come quello di Noè... Che egli parli alle nazioni, a tutti i governanti, affinché si adoprino per porre termine a tanta immoralità... (diario, 1-6-1945)

Mia figlia, è grande la lotta; è grande la riparazione perché sono grandi la malizia e la iniquità del mondo.... Ma Io sono sempre con te e avrai sempre la luce dello Spirito Santo... Esigo ancora la riparazione per le famiglie e per un altro male che va dilagando nel mondo e che mi ferisce gravemente. Ecco perché ti senti spogliare e divenire corrotta: è l'immodestia, figlia mia, delle persone provocatrici le quali vanno quasi svestite a invitare al male; corrompono i loro corpi e, ciò che è peggio, anche le loro anime... (diario, 9-8-1945).

 

Alla Beata Madre Speranza (1893-1983)

"Tu devi essere tutta per me, come Io sono tutto per te e non aver paura di niente, non cercare niente, neanche te stessa fuori di me, perché voglio essere per te tutto."

 

 

 


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